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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa del Carmine

Chiesa del Carmine

Piazza Giacomo Matteotti



La Chiesa del Carmine, detta anche Chiesa della Misericordia o Chiesa del Santissimo Crocifisso, risalirebbe al 1422. La Chiesa ed il convento ad esso adiacente, si trovano nei pressi della villetta comunale di piazza Matteotti, proprio all'ingresso orientale del paese e al di fuori delle vecchie mura che proteggevano l'antica cittadina, attorniata da un suggestivo paesaggio.
I Carmelitani, giunti a Polizzi verosimilmente nella prima metà del Cinquecento, si stabilirono in un primo momento in alcuni locali siti accanto alla chiesetta di San Nicolella nel quartiere di San Pancrazio e, nel 1549, nel convento di San Giuliano che per l'occasione assunse il titolo di Santa Maria del Carmelo.
Questo, con l'annessa chiesa, sino al 1549 ospitava infatti la sede dei padri Domenicani. Il convento fu chiuso nel 1653 per la riforma voluta da Innocenzo X e nel 1665 fu riaperto e affidato ai Carmelitani di Monte Santo che lo tennero fino al 1866, anno in cui, in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, venne definitivamente chiuso e, completamente ristrutturato, adibito ad edificio scolastico.
Dell'antica struttura non esiste più nulla, il convento, totalmente modificato, è infatti sede dell'Istituto Tecnico per Geometri.
Rimase in funzione la sola chiesa, è sede della Deputazione del SS Crocifisso che, dall'ultimo ventennio del XVII secolo, cura la festa in suo onore.
L'attuale facciata, del 1888, presenta un portale in pietra squadrata chiuso da un timpano, mentre alla sua destra si innalza un campanile, anch'esso in pietra, con archi a tutto sesto e pinnacoli a punta di diamante.
L'interno è ad unica navata impreziosita da decori in oro che abbelliscono tutto il perimetro dell'edificio.
Tra le opere al suo interno spiccano nella cappella laterale il Santissimo Crocifisso ligneo del XVII secolo, recentemente restaurato, e l'Ecce Homo, entrambe attribuite allo scultore palermitano Francesco Gallusca, della scuola di Frate Umile Pintorno da Petralia, venerato durante la festa del Crocifisso. Sempre in legno policromo è la scultura della seconda metà del XVIII secolo, che domina l'altare barocco, realizzata da Filippo Quattrocchi e raffigurante la Madonna del Carmelo. La chiesa custodisce inoltre una pregevole tela della Madonna del Carmine, realizzata nel 1541 dal pittore spagnolo Johannes de Matta e una Madonna con Bambino tra S. Lucia e S. Agata, del secolo XVIII.
Bello il coro ligneo dei primi decenni del Settecento, recentemente restaurato, che presenta stalli, in legno di noce, decorati con motivi fitomorfici e pannelli con intarsi sulle spalliere raffiguranti simboli cristologici, della mistica cristiana e dell'ordine Carmelitano. Interessanti risultano pure le formelle maioliche, probabilmente parte dell'intero pavimento, realizzate a Collesano agli inizi del XVIII secolo, che si conservano purtroppo solo nel coro e dietro l'altare maggiore.


Scheda illustrativa [Fonte: Associazione Culturale Natfolia]
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